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01-06-2011
Venecia

Ferran Mascarell inaugura il progetto della Catalogna e delle isole Baleari alla Biennale d’Arte di Venezia, il cosiddetto Mabel Palacín: 180º

Il padiglione della Catalogna e delle isole Baleari si potrà visitare fino al 30 ottobre

Ê stato dato il via ad una nuova edizione della Biennale d’Arte di Venezia e quest’anno, per la prima volta, la Catalogna e le isole Baleari condividono lo stesso padiglione. La proposta, selezionata da un giurato internazionale, s’intitola Mabel Palacín: 180º, il progetto, che porta il nome di questa video-artista, è stato curato da David G. Torres.



L’installazione, inaugurata stasera al Magazzino del Sale n. 2, è caratterizzata da una gran fotografia fissa di un edificio veneziano, della quale si mostrano particolari assai più preziosi su un grande schermo. Allo stesso tempo, su altri cinque piccoli schermi, è possibile vedere diverse visioni della stessa immagine.
 
Alla cerimonia inaugurale erano presenti Ferran Mascarell, assessore alla Cultura della Generalitat della Catalogna, Vicenç Villatoro, direttore del Institut Ramon Llull, David G. Torres, curatore del padiglione e l’artista Mabel Palacín. Alla cerimonia hanno partecipato, inoltre, Marco Baravalle, direttore artistico dell’associazione SaLE che ha ceduto le installazioni del Magazzino del Sale e con la cui collaborazione è stato allestito un vero e proprio programma parallelo che si svilupperà nei prossimi mesi.
 
Ferran Mascarell, assessore alla Cultura della Generalitat de Catalunya, ha ricordato che “l’arte catalana è sempre stata presente alla Biennale dalla fine del XIX secolo, ma che con il sodalizio catalano-baleare si è prodotto un salto qualitativo: si tratta, infatti, della presenza più solidamente democratica dell’arte catalana, giacché la scelta è stata affidata ad un giurato mediante concorso”. Mascarell ha affermato che “la presenza della realtà culturale della Catalogna a Venezia è anche dialogo ed apprendimento e che è positivo che si partecipi ad appuntamenti come la Biennale con l’intenzione di configurare una sorta di cultura trasversale. Sappiamo che non vi è un’altra maniera d’affrontare la realtà se non aprendo porte e dialogando con chi ci circonda”. Per tutte queste ragioni, l’assessore ha affermato che in una situazione come quella attuale “è necessario che il mondo dell’arte, esprimendosi attraverso gli sguardi, ci consenta di scoprire nuovi orizzonti e di creare interrelazioni sulle complessità del nostro mondo. Abbiamo bisogno di sguardi profondi e radicali che provengano dall’arte”.
 
Vicenç Villatoro, direttore dell’IRL, ha posto l’accento sull’aspetto positivo del processo di selezione portato a termine da un giurato internazionale di prestigio. Si è detto, inoltre, particolarmente soddisfatto poiché “si è fatto ciò che volevamo fare, ovvero presentarci a Venezia con la logica di Venezia, fatto al quale contribuisce la nostra collaborazione con Sale, un’entità culturale veneziana che gode già di un proprio spazio nella vita culturale ed associativa della città e che ci consente di sbarcare alla Biennale sotto l’ala protettrice di uno dei più noti attori culturali veneziani”. D’altra parte, Villatoro ha sottolineato che “questo è il padiglione della Catalogna e delle isole Baleari, e vi presentiamo un progetto individuale, perché a creare sono le persone. La creazione individuale, però, si produce sempre su una matrice culturale e tradizionale, di conseguenza, se vi piace questo padiglione, vi invitiamo ad approfondire il vostro interesse verso la tradizione culturale nel quale quest’ultimo è inquadrato”.
 
Da parte sua il curatore David G. Torres ha spiegato che il progetto parte da due idee: “In primo luogo, ho sempre avuto in testa la Biennale del 1999, diretta da Harald Szeemann, che è stato un punto di riferimento importantissimo per me, perché ha rappresentato un cambiamento radicale con tutto ciò che si era fatto fino a quel momento, Szeemann, infatti, insisteva nel trattare l’arte con contemporaneità, nel ritornare all’idea di produzione e nel fare in modo che gli artisti avessero la parola. In secondo luogo, l’idea del dialogo tra storia e contemporaneità e le contraddizioni della stessa Biennale d’Arte, che è impura, con i padiglioni nazionali e gli interessi propri”.
 
Infine l’artista Mabel Palacín, ha affermato che “le immagini nell’attualità non esistono una sola volta ma sono destinate a riprodursi e a circolare, e su ciò coincidono molte tradizioni: cinema, fotografia, testo ... 180º raccoglie quest’idea partendo da una sola immagine filmata e narrata da diversi punti di vista e racconta molte storie partendo da un’unica immagine”.

È possibile visitare il progetto della Catalogna e delle sole Baleari, Mabel Palacín: 180º, al Magazzino del Sale n. 2. Il padiglione rimarrà aperto dal 4 giugno al 30 ottobre di quest’anno.