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Foto 180º
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01-04-2011
Barcelona i Palma

Un progetto di Mabel Palacín, protagonista del padiglione della Catalogna e delle Isole Baleari alla Biennale di Venezia

È stato presentato venerdì in due incontri simultanei a Palma e a Barcellona

Venerdì scorso è stato presentato Mabel Palacín: 180º, il progetto di cui è commissario David G. Torres, promosso dall'Institut Ramon Llull, che rappresenterà la Catalogna e le Isole Baleari alla loro prima partecipazione congiunta alla Biennale d'Arte di Venezia, la mostra d'arte contemporanea più importante del mondo. Si tratta di un'installazione di video-art sulla stessa linea di altre opere precedenti di Mabel Palacín, che le sono già valse l’unanime plauso della critica internazionale. Nella sua proposta Palacín riflette sulla crisi dello status dell'immagine e sul cambiamento del rapporto dell'immagine con la realtà. La presentazione è avvenuta in due incontri simultanei a Palma e a Barcellona.



Alla presentazione di Barcellona, che ha avuto luogo presso l'Istituto Italiano di Cultura, sono intervenuti Ferran Mascarell, titolare del Dipartimento della Cultura del governo catalano, Vicenç Villaltoro, direttore dell’Institut Ramon Llull, David G. Torres, commissario del progetto, e l'artista Mabel Palacín.

Il punto di partenza di Mabel Palacín: 180º è l'immagine di un luogo indefinito di Venezia, fotografato con straordinaria precisione e cura dei particolari. La stessa vista viene successivamente filmata, di modo che l'immagine viene frammentata in numerosi punti di vista e diverse micronarrazioni. Si crea così una serie di contrasti tra l'immagine fissa e l'immagine in movimento. Per dirla con le parole del commissario David G. Torres, “le due proposte, immagine fissa filmata e video che sono punti di fuga, riflettono sulla città come cornice della collettività e come scenario su cui sviluppare diverse visioni o sguardi”.

Il nome del progetto di Palacín parte da quella che nel cinema è nota come regola dei 180 gradi, che stabilisce la posizione dei personaggi rispetto alla macchina da presa per evitare di creare confusione nello spettatore. Mabel Palacín: 180º risponde alla perdita del legame che univa la fotografia alla realtà e si focalizza su un cambio di posizione dello spettatore rispetto alle immagini e alle loro implicazioni. L'opera di Mabel Palacín non è solo una riflessione sull'immagine nella contemporaneità ma vuole offrire delle basi di lavoro su cui l'arte possa ricostruire un uso delle immagini.

Il progetto della Catalogna e delle Isole Baleari si potrà vedere al Magazzino del Sale numero 2 dal 4 giugno al 30 ottobre di quest'anno.

Parallelamente, all'interno della stessa area in cui si presenterà Mabel Palacín: 180º, avrà luogo un ciclo di conferenze organizzate dall’Institut Ramon Llull e dal collettivo veneziano Sale, all'interno del quale si svolgeranno diversi colloqui su temi di attualità con relatori di prima fila.

Processo di selezione
Il processo di selezione del commissario e dell’artista che rappresenteranno la Catalogna e le Isole Baleari a Venezia si è svolto in modo aperto e trasparente. La scelta è stata effettuata da una giuria, proposta dalla direzione dell’Institut Ramon Llull, formata da sette professionisti di riconosciuto prestigio internazionale. Presiedeva il comitato di esperti Vicent Todolí, direttore fino a giugno scorso della Tate Modern di Londra; ne facevano parte inoltre Bartomeu Marí, direttore del MACBA, Laurence Rassel, direttrice della Fondazione Antoni Tàpies, Joan Fontcuberta, artista, Cristina Ros, direttrice del Museo Es Baluard, Joan Cortés Servera, artista, e Bestué-Vives, artisti invitati all'esposizione internazionale della Biennale d’Arte del 2009.

Sono stati presentati ventotto progetti, di cui un terzo di provenienza internazionale. La giuria ha selezionato tra questi cinque finalisti e, dopo colloquio con gli artisti, lo scorso settembre ha indicato come vincitore il progetto di David G. Torres e Mabel Palacín.

L’Institut Ramon Llull ha partecipato alla Biennale per la prima volta nel 2009 con il progetto La comunità inconfessabile, di cui era commissario Valentín Roma, un'esposizione che ha accolto oltre 45.000 visitatori.